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Sarracenia:
ulcerazioni da concentrazione e pressione osmotica

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Si presenta come una cornice malata sui bordi degli opercoli di Sarracenia. Li attacca appena maturi, rendendoli brutti prima che si colorino bene e orrendi pochi giorni dopo.
Non è un acaro, non è ticchiolatura, non è una bruciatura dovuta al sole. Apparentemente somiglia a un fungo, ma non si comporta del tutto come un fungo; tuttavia, la soluzione dell'enigma ha rivelato una semplicità disarmante!!!

Inizialmente, notai questi segni su S. flava, nel mio primo anno di coltivazione del genere Sarracenia. Erano distribuiti sul bordo degli opercoli; trattai con diversi antifungini a largo spettro. Quando vidi che la cosa si era estesa a tutte le Sarracenie, particolarmente a quelle più verdi (ne sono praticamente immuni ad esempio S. leucophylla red/white e ibridi molto scuri), iniziai a preoccuparmi e recisi tutti gli ascidi "malati", trattando una seconda volta contro la presunta proliferazione micotica. Purtroppo, ciò non fermò il fenomeno. Avevo trattato degli ascidi sanissimi con Proclaim, ma il presunto fungo attaccava anche quelli, senza esitare. A quel punto scattai delle macro alle zone colpite e mostrai le foto ad un amico che coltiva professionalmente alberi da frutto nonchè, per passione personale, piante carnivore. Mi confermò subito che non si trattava di cercospora (la cercospora attacca tutta la foglia, non solo i margini) e mi fece notare che anche le parti cresciute in ombra o esposte a nord erano omogeneamente colpite, quindi anche la tesi del cosiddetto effetto lente sulle gocce di nettare era da escludere. La manifestazione avviene proprio in corrispondenza delle gocce di nettare, sicchè a suo parere siamo di fronte a un fenomeno di concentrazione e pressione osmotica. Il nettare secreto si asciuga per la secchezza dell'aria, richiedendo così acqua alla superficie della lamina con cui è a contatto. La parte interessata secca e necrotizza. Nel frattempo, ho osservato che le macchie appaiono durante l'esposizione al sole, maggiormente nei giorni più assolati ma anche quando la radiazione è debole. Esasperato, ho prima di tutto arrestato i trattamenti, visto che erano inutili e iniziavano a sortire anche effetti negativi sullo sviluppo delle piante.

Poi, ho scelto tre piante particolarmente colpite per il mio esperimento: S. x harperi, S. flava var. rugelii e S. flava var. ornata. A tutte ho quotidianamente rimosso, al tramonto, il nettare da uno o due ascidi giovani, che non erano ancora intaccati. Usando un dito bagnato con acqua, ho lavato delicatamente la superficie superiore degli opercoli. Dopo alcuni giorni, il successo era lampante: tutti gli ascidi presentavano il problema, ad eccezione di quelli "lavati" quotidianamente fino al completo sviluppo, che erano invece cresciuti in forma smagliante e non mostravano alcuna lesione.



Ho a quel punto condotto due verifiche:

Prima verifica: reazione all'apposizione di una soluzione zuccherina artificiale su un opercolo.
Su una parte sana ho piazzato una goccia di acqua addizionata con zucchero, per simulare il nettare. La parte così trattata ha manifestato lo stesso fenomeno riscontrato sulle piante in foto: è una probabile prova che la teoria della secchezza per sottrazione localizzata di umidità dovuta all'essiccamento del nettare sia corretta.

Seconda verifica: esclusione della tesi micotica.
Un ascidio visibilmente colpito dal problema che stavo esaminando è stato reciso, bagnato e chiuso in una busta di plastica poi conservata al buio, per stimolare la migrazione di un eventuale fungo. Dopo una settimana, nessuna traccia di migrazione era presente, il che indica che nessuna affezione micotica era in atto.

E' naturalmente improponibile l'idea di lavare con un dito tutte le Sarracenie di una collezione, ma possiamo almeno evitare di trattare con antifungini le piante che presentano questo antiestetico fenomeno; una volta esclusa la presenza dei funghi più comuni possiamo rassegnarci a vedere queste macchioline senza allarmarci se il tempo è piuttosto secco e coltiviamo all'aperto, con conseguenti momenti quotidiani di bassa umidità relativa.
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