Sarracenia

coltivazione

Coltivare le piante del genere Sarracenia è relativamente semplice, ma bisogna conoscere bene le esigenze della pianta per ottenere risultati soddisfacenti. Infatti, come generalmente avviene per tutte le piante carnivore, è necessario emulare condizioni differenti da quelle usualmente idonee alle piante da giardino. Se da un lato è corretto affidarsi all'esperienza decennale conseguita dai coltivatori in tutto il mondo, seguendo i loro consigli e suggerimenti (che ci daranno molte soddisfazioni), è pur vero che la coltivazione riserva molti possibili metodi alternativi, più o meno sperimentati.
Si elencano di seguito quelli che paiono essere ad oggi i punti fermi per una sana coltivazione del genere Sarracenia in vaso.

- substrato
Un composto decisamente non nutriente e molto ben areato e leggero: metà torba acida di sfagno e metà perlite, ma oggi sempre più spesso si preferisce abbondare con la perlite, raggiungendo o superando talvolta il 60% del volume del composto. E' anche possibile integrare una parte di sabbia inerte (quella reperibile presso i negozi di acquariofilia). Unico collaudato apporto nutriente al composto (ma non indispensabile e spesso evitato in quanto accelera la marcescenza naturale della torba) è una piccola manciata di vermiculite, che rilascia un minimo di sali minerali utili all'accrescimento della pianta. Sconsigliato ai neofiti l'uso di quest'ultima, che se aggiunta in dose eccessiva "brucia" un po' la pianta; inoltre, usando vermiculite è necessario rinvasare più spesso, perchè i processi di degenerazione del composto risultano sensibilmente accelerati. Personalmente, sento di fare la cosa giusta sconsigliando con fermezza l'uso di vermiculite.

Per miscelare bene il composto:
1) Versare in una grande bacinella la perlite indossando una mascherina per non inalarne le dannose polveri fini. Aggiungere acqua osmotica fino ad aver bagnato bene tutta la perlite. A questo punto la mascherina non è più indispensabile.
2) Decompattare la torba asciutta in un alto recipiente, privandola delle grosse formazioni "sfilacciate" e dei pezzi di legno più grandi, così da ottenere un composto senza "pezzi", tuttavia non filtrato, che non sia troppo fine. La grossolanità della torba sarà un pregio prezioso, perchè un composto troppo omogeneo si copatta e diventa, alla lunga, terribilmente asfittico. La torba così preparata deve essere idratata con grande cura, senza lasciare parti asciutte. In questa fase è funzionale aggiungere l'eventuale sabbia inerte. La torba in questo stato può essere aggiunta alla perlite.
3) Se si intende aggiungere una piccola manciata di vermiculite è bene farlo in questa fase, per essere certi che alla successiva miscelazione delle parti la vermiculite stessa risulti uniformemente distribuita. Impastare bene il composto curandosi che la torba e la perlite siano distribuite uniformemente nel contenitore e che non rimangano grumi di torba asciutti. Assolutamente dannoso e anche facilmente letale risulta l'uso di concimi di qualunque tipologia.

- rinvasi
La pianta va rinvasata più o meno ogni anno. Il tempo fra un rinvaso e l'altro varia a seconda della velocità di deterioramento della torba. Assicurarsi che la torba sia sempre "fresca", odorandola. Il momento più indicato per i rinvasi è appena prima della ripresa vegetativa, generalmente in Febbraio. Asportare la pianta dal vaso, curandosi di non danneggiare le radici. Lavare la pianta ed eliminare le parti secche e quelle decomposte adese al rizoma, che saranno nere. Immergendo radici e rizoma in una bacinella colma di acqua demineralizzata, lavare via delicatamente con le dita i residui di composto. A questo punto è possibile completare il rinvaso con il composto che avremo precedentemente preparato, amalgamato ed accuratamente bagnato.

Interrare i rizomi senza coprirli di terra. Circa la metà dell'altezza del rizoma deve sporgere dal livello del composto.


- acqua
Utilizzare acqua osmotica ottenuta con apposito impianto da osmosi, in vendita presso i negozi di acquariofilia. E' in alternativa possibile acquistare acqua demineralizzata, ma facendo attenzione che non vi siano addizioni di profumi o altre sostanze. Ultima opzione, fornirsi di acqua osmotica recandosi con delle taniche in un negozio di acquariofilia. Per un perfetto monitoraggio della qualità dell'acqua, per una maggiore comodità e per contenere i costi nel tempo, è altamente consigliato l'uso di un impianto da osmosi. Tenere i vasi di coltivazione immersi in bacinelle profonde con sempre diversi centimetri di acqua osmotica; nella calda Estate italiana, soprattutto al Sud, il livello dell'acqua può essere spinto anche ben oltre i 3/4 dell'altezza del vaso. In Inverno, è meglio eliminare le bacinelle e curarsi che il composto sia semplicemente umido. Ricordiamo infine che Sarracenia gradisce alta umidità relativa e composto fresco per un corretto sviluppo. Pertanto, in assenza di una serra, sarà necessario studiare un sistema idoneo sia per dare alle piante un ambiente non secco che per limitare il riscaldamento del composto.

- esposizione
Questo genere necessita di abbondante luce solare. Non disponendo di una apposita serra, il vaso va tenuto quindi all'aperto per godere del completo fotoperiodo naturale. Sarracenia non teme i rigori invernali, incluse brevi gelate. Nei giorni torridi dell'estate mediterranea, invece, è opportuno proteggere le piante dal vento: le Sarracenie crescono sane e rigogliose se esposte a sud e in sole aperto, ma tale condizione potrebbe causare una certa secchezza, principalmente perchè il vento, nei giorni più caldi, tende a seccare i bordi dell'opercolo. Cercare con cura la posizione ideale per il vaso è altamente determinante per l'aspetto e per la salute della pianta. Le piante avranno colorazione sgargiante, portamento corretto e ottima salute se potranno godere di abbondante luce solare diretta e alta umidità, mentre le piante tenute più in ombra o non esposte a sud avranno un colore meno vivace e, avendo comunque bisogno di abbondante acqua nel composto, saranno esposte al rischio di pericolose e spesso irreversibili patologie del rizoma. Inoltre, tenderanno ad essere eziolate o a produrre ascidi storti o malfomati.