Sarracenia

descrizione

Le piante del genere Sarracenia sono erbacee perenni carnivore.




La parte interrata è costituita da fibrose radici di colore bianco che invecchiando tendono al beige;

si osserva poi un rizoma ramificato, che può essere parzialmente interrato o situato appena sotto la superficie del terreno. Da esso partono sia le radici che le foglie.

infine, la parte aerea è rappresentata esclusivamente dagli ascidi, foglie modificate dall'evoluzione a formare strutture tubolari di forma e dimensione variabili a seconda della specie e distribuiti in strutture a rosetta. Ma in determinate fasi della crescita annuale (solo per alcune specie), la produzione di ascidi si interrompe e vengono prodotti dei "filloidi" (strutture a forma di spada o sciabola, appiattite, non atte alla cattura e finalizzate esclusivamente alla fotosintesi).

I fiori, che nascono all'inizio della Primavera, subito prima degli ascidi, si sviluppano (e possono essere impollinati) nel corso della stessa stagione. Il fiore è pendulo, di diametro da pochi centimetri fino a circa 7, variabile nel colore dal verde pallido, al bianco, all'arancio, fino al rosso cupo in base alla specie. E' portato da uno stelo robusto, lungo generalmente da 20 a 70 cm, ed emana un delicato odore dolciastro.

Sarracenia psittacina ha ascidi prostrati, con apice globoso, il quale presenta una piccola apertura che da accesso agli insetti per la cattura. In alcuni periodi dell'anno viene sommersa dall'acqua e cattura occasionalmente piccoli invertebrati acquatici;

Sarracenia purpurea ha ascidi semiprostrati e relativamente larghi, aperti verso l'alto al fine di raccogliere l'acqua piovana creando un pozzetto nel quale gli insetti, attratti dal nettare prodotto sull'opercolo verticale, scivolano e sono poi digeriti;

in tutte le altre specie del genere, erette e più alte, l'apertura circolare è sormontata da un opercolo la cui struttura ricorda una pensilina, che peviene l'accumulo di acqua piovana e, grazie alla copiosa produzione di nettare e alla colorazione contrastante con la vegetazione dell'habitat circostante, attrae gli insetti.

Il metodo di cattura, passivo, è estremamente sofisticato: attratti dal vivido colore degli ascidi e dall'odore del nettare su di essi prodotto, gli insetti raggiungono la faccia inferiore dell'opercolo, dove la concentrazione del nettare è massima. Già a picco sulla srtuttura tubolare, essi devono scomodamente muoversi capovolti, spostandosi su una superficie coperta da fitti peli (assenti solo in Sarracenia flava) che convogliano ogni spostamento verso il basso. In breve tempo, infatti, la preda raggiunge la superfice cerosa dell'area tubolare sottostante l'opercolo e, persa ogni aderenza, precipita verso il fondo della micidiale trappola. Sul "percorso" sono presenti altri innumerevoli peli puntati verso il basso, più lunghi di quelli situati sull'opercolo. Questi peli privano l'insetto di ogni possibilità di risalita, incastrandolo e costringendolo sul fondo, ove sono prodotti gli enzimi necessari per la digestione.
Inoltre, in diverse specie, la parte superiore dell'ascidio presenta delle zone bianche traslucide che le prede interpretano come vie di fuga, scagliandovisi contro nell'eventuale tentativo di fuggire per poi ricadere inesorabilmente in basso.