cultivar
Un esemplare con caratteristiche particolari rispetto a quelle comunemente riscontrate nelle piante ottenute tramite lo stesso incrocio può candidarsi all'attribuzione di una “cultivar”. È una parola derivata dalla dicitura “cultivated variety”, cioè una variante (n.b.: per varietà, in senso stretto, in tassonomia si intende ben altro!) ottenuta in coltivazione. Si possono ricavare cultivar dall’incrocio intraspecifico (fra esemplari della stessa specie) o interspecifico (ottenendo degli ibridi), dalla selezione di piante difformi dalle caratteristiche delle altre nel contesto di una stessa semina o, solo se specificatamente indicato all’atto della registrazione ufficiale, con auto-impollinazione di una cultivar esistente. In ogni caso, si tratta di esemplari presentanti delle caratteristiche univoche e costanti. Le cultivar di piante annuali, propagabili solo per semina, presentano delle insicurezze di perpetrazione del patrimonio genetico, perché il DNA del seme prodotto scarta o modifica parte del patrimonio genetico proprio dell’esemplare registrato come cultivar. Le piante generate da un esemplare cultivar per propagazione da seme non sono più, perdute le caratteristiche citate in registrazione, correttamente definibili cultivar a loro volta. Perché una pianta possa essere riconosciuta come cultivar, i suoi tratti distintivi vanno indicati seguendo le direttive e il sistema di codifica internazionale per le nomenclatura di piante coltivate. I nomi non devono essere nomi botanici in latino, bensì nomi di fantasia, con eccezione di diverse cultivar pubblicate fino al 1959. Le cultivar consistenti in una particolare forma di una specie o ibrido già noti vengono invece nomenclati facendo segurie al nome della specie o dell’ibrido il nome di fantasia scelto posto tra apici singoli. I.C.P.S., autorità preposta alla ricezione, approvazione e raccolta dei nomi cultivar di piante carnivore, propone di scegliere un nome che evidenzi la caratteristica peculiare della selezione. Tuttavia, essendo la scelta del nome del tutto libera, è molto frequente riscontrare nomi di cultivar bizarri come 'Ladies in Waiting' o 'Lynda Butt'. Va precisato che bisogna evitare di registrare una cultivar se la caratteristica che abbiamo isolato non rappresenta una notevole differenza dalle caratteristiche solite. Del resto, la registrazione ufficiale di una cultivar prevede necessariamente una rigida procedura ufficiale che consiste nella pubblicazione e diffusione di materiale riguardo alla cultivar in questione, comprendente una foto della pianta, informazioni precise sulla sua parentalità (ove disponibili) e una parte testuale che evidenzi quali tratti la rendano particolare. La pubblicazione deve raggiungere una buona quantità di persone e il nome scelto deve essere giudicato idoneo da I.C.P.S. L’autorità si occuperà di evitare doppie nomenclature per la stessa cultivar o, al contrario, nomenclature uguali per piante diverse. Naturalmente, se la cultivar che proponiamo esiste già, anche sotto altro nome, la registrazione viene respinta; in caso di una cultivar approvata il cui nome è però già esistente, il coltivatore sarà invitato a sceglierne un altro, inedito.