definizione
Nel 1875, Charles Darwin per primo scrisse un trattato su questa categora di piante erbacee, definendole "piante insettivore". Fu solo nel 1942 che Lloyd introdusse il termine "carnivore". Per pianta carnivora si intende una pianta che, evolvendosi in condizioni di carenza o assenza di nutrienti (nella maggioranza dei casi, con elevatissima acidità del suolo, in paludi e torbiere), si è adattata sviluppando dei meccanismi di cattura e digestione di insetti e altri piccoli animali e alla conseguente acquisizione di azoto, amminoacidi e di altre sostanze indispensabili alla crescita tramite l'assimilazione di proteine animali. Questo processo di cattura varia a seconda della specie. In realtà, gli habitat delle diverse specie non sono tutti uguali, esistono infatti anche piante carnivore adattate a zone quasi desertiche ed altre, semplicemente, sono acquatiche.
Esistono piante con caratteristiche affini alle carnivore, tuttavia il confine tra carnivora e non-carnivora è piuttosto sottile e certe piante possono essere incluse nella categoria delle carnivore con delle riserve. La Catopsis berteroniana, ad esempio, sebbene presenti delle urne in cui gli insetti scivolano e vengono assimilati, non produce enzimi atti allo scopo. La Roridula, invece, cattura prede che vengono poi predate da insetti ad essa simbiotici, dal nome Pameridea. La Pameridea marlothii è un insetto simbiorico alla Roridula dentata; la Pameridea roridulae è simbiotica sia a Roridula dentata che a Roridula gorgonias. La Roridula assimila gli escrementi di questi insetti e non le prede stesse. Altre piante, sebbene catturino gli insetti, non sono ancora state inserite nella categoria delle carnivore dalla Scienza ed è per esempio il caso di Ibicella lutea, Passiflora foetida, Capsella bursa-pastoris, Paepalanthus bromelioides e Stylidium. Alcune piante accertate dalla Scienza come carnivore non sono in effetti capaci di produrre enzimi digestivi, per cui si capisce come la determinazione della carnivorosità sia un tema dai margini frastagliati, su cui si discute senza criteri omogenei, cosicchè solo i casi di carnivorosità più eclatante vengono riconosciuti universalmente come tali, mentre spesso si aprono dibattiti scientifici per l'inclusione o esclusione di una pianta dall'insieme.