habitats
Le piante carnivore, intuibilmente, crescono e si sono evolute in condizioni tali da rendere necessaria l'assimilazione di nutrienti dagli insetti: terreno molto povero, che non sopperiva al fabbisogno, capace quasi solo di accumulare acqua piovana e dare ancoraggio alle radici. La maggior parte di esse prolifera ancora oggi in zone paludose, in cui è molto scarsa la competizione, con suoli tendenzialmente acidi e in presenza di forte luce solare. Tutte le piante crescono in precisi quilibri tra quantità di luce e di acqua, nutrienti del terreno, disponibilità di anidride carbonica e competizione con altre specie; ma tutti gli altri componenti ambientali determinano sostanziali differenze tra un habitat e un altro, determinando quali specie prolifereranno e quali invece, più o meno lentamente, soccomberanno se poste in competizione con altre. Alcune specie di piante carnivore coesistono con lo sfagno, il quale entra in una leggera competizione con esse, fornendo però acidità al suolo e trattenendone meglio l'umidità. Condizioni, queste, favorevoli al sano sviluppo di molte specie carnivore. Tuttavia, esistono altri casi: pinguicule che proliferano in terreni calcarei e il Drosophyllum, che vive in ambienti pressochè desertici. Queste specie hanno elaborato diversi equilibri tra nutrienti assunti dalle radici e nutrienti di origine animale. Quindi pare evidente che il "livello di carnivorosità" non sia un dato rigido, bensì un aggiustaggio delle canoniche abitudini del mondo vegetale, per ottenere apporti di nutrienti analoghi a quelli ottenuti dalle piante non carnivore con mezzi che potremmo superficialmente definire "più normali". Infatti, si osserva che la produzione di ascidi, come di trappole a scatto nonchè di mucillagine o utricoli aspiranti, riduce notevolmente sia le risorse a disposizione della pianta che l'area preposta alla esposizione solare: in questo contesto di carenza di assimilazione luminosa, è chiaro che la pianta necessita di enormi dosi di luce, per poterne fruire tramite aree fotosensibili ridotte rispetto al normale. Naturalmente, per assimilare abbondante luce, la pianta deve necessariamente vivere in presenza di equilibrate proporzioni tra gli altri elementi. Nelle paludi in cui vive la Dionaea muscipula, ad esempio, in abbondanza di acqua e di luce ma in assenza dei nutrienti necessari, le trappole forniscono le sostanze necessarie (principalmente azoto) per ristabilire proporzioni sfruttabili tra anidride carbonica, luce, acqua e tipologia del suolo. Tutte le piante, carnivore e non, obbediscono a questa necessità di adattamento all'ambiente, in difetto del quale inevitabilmente sono portate a seccare o a marcire. Una drosera capensis, se esposta a forte luce ed alta umidità, produce vistose gocce di colla: in quelle condizioni è in grado di fruire di maggiori dosi di nutrienti come azoto e amminoacidi, ma una prolungata mancanza di prede, seppur molto lentamente, la deperisce. In condizioni di minore luce e minore umidità il suo ritmo è invece rallentato e la diminuzione della mucillagine non incrementa catture di grandi insetti volanti, che porterebbero in queste condizioni ad eccessiva assimilazione di azoto, amminoacidi e sali minerali.