ibridi

L’ibridazione avviene sia in natura, per prossimità tra piante diverse o già tra ibridi, oppure in coltivazione per mano dell’uomo. La nomenclatura degli ibridi porta spesso a una certa confusione tra i coltivatori, sia per via di ibridazioni scorrettamente nomenclate e così messe in commercio, che per l’esistenza di nomi commerciali alternativi a quelli scientifici: due ibridi che portano nomi diversi potrebbero avere la stessa parentalità ma essere stati concepiti da diversi coltivatori in diverse parti del mondo. Esistono dei nomi ufficialmente riconosciuti ed altri arbitrariamente assegnati da un coltivatore, ma non effettivamente riconosciuti. La messa in vendita e la diffusione di ibridi uguali con differenti nomi porta alla creazione di ulteriori ibridi in privato, la cui parentalità non sarà però più ben definibile e si ricorrerà a nomenclature meno precise. Per nomenclare le piante carnivore, si può usare la formula di ibridazione, oppure usare l’epiteto riconosciuto per quell’ibrido. In coltivazione la pianta “madre”, ossia quella da cui sono stati prodotti i semi per la creazione dell’ibrido, viene citata per prima, mentre la pianta che ha prodotto il polline è indicata a seguire. Dall’incrocio tra Sarracenia rubra e Sarracaenia psittacina, in cui S. rubra abbia prodotto il seme e S. psittacina il polline, otteniamo un ibrido la cui formula è S. rubra x S. psittacina, e il cui epiteto è universalmente riconosciuto come Sarracenia gilpinii. È buona norma specificare sia l’epiteto che la formula quando si producono ibridi, perché se la parentalità è invertita si inverte la sequenza tra le piante parentali, mentre l’epiteto rimane invariato. In assenza di informazioni su qale pianta abbia dato il seme e quale il polline, la formula viene sistemata inserendo le piante in ordine alfabetico. Nella moderna coltivazione, ambito in cui produzioni di nuovi ibridi in sede privata sono piuttosto frequenti, esiste la possibilità di voler nomenclare un ibrido con un epiteto diverso da quello esistente, perché se ne riconosce la particolarità e se ne desidera una precisa indicazione universale. In questi casi si può dare un nome al proprio ibrido usando una parola o un gruppo di massimo tre parole e mettendolo fra parentesi oppure fra virgolette. Successivamente, è possibile proporre il riconoscimento di tale incrocio come cultivar alla I.C.P.S. (International Carnivorous Plant Society). È il caso di ibridi come la Sarracenia 'Juthatip Soper', molto diffusa, creata dal noto coltivatore M. Soper tramite l'ibridazione [(S. leucophylla x S. purpurea) x S leucophylla "pink form"]. In casi come questo non scriveremo S. x juthatip soper, nè la formula, bensì semplicemente S. 'Juthatip Soper'. Quando un cultivar viene riconosciuto, il suo nome verrà scritto fra apostrofi anzichè fra virgolette. Questo esempio introduce al concetto di cultivar.